Il giubbino King: lo stemma dei Borbone simbolo di grandezza per il popolo partenopeo

Forse non tutti lo sanno, o magari qualcuno fa finta di non saperlo, ma Napoli, poco più di 150 anni fa, era Capitale. La città di Partenope era capitale di un Regno bellissimo e all’avanguardia in ogni settore. Terza città d’Europa, solo Londra e Parigi le erano in qualche modo superiori. Eppure, scrittori, poeti e scienziati rimanevano estasiati quando arrivavano a visitare la città: bellezza, ricchezza, allegria, senso di grandezza. E’ per questo che, inconsciamente, i napoletani sanno bene di essere un popolo a sè stante che poco, o nulla, ha a che vedere con il resto d’Italia.

Lo stemma dei Borbone è un simbolo che ancora oggi significa tanto. Ed è per questo che Robe Di Kappa, una volta diventato sponsor tecnico del Napoli, ha voluto in qualche modo ripescarlo per creare qualcosa di importante. Attenzione: non è la solita banalizzazione commerciale. Quel simbolo, infatti, è finito su un prodotto importante, per le sue finiture e perchè è da collezionisti: il giubbino King. Realizzato, non a caso, in 1926 pezzi (come la data di nascita della società), ogni capo ha il suo numero seriale ricamato sull’etichetta interna. Ma sono i particolari che fanno la differenza: basta guardare la qualità con cui è ricamato lo stemma borbonico.

Proprio ai Borbone ed al simbolismo è legato un antico detto napoletano. Nel 1738 il sultano Maometto V regalò al re Francesco III un elefante bellissimo, quasi unico al mondo. Il Re diede impegno ad un caporale dell’Esercito borbonico di curarlo. Egli, però, inebriato da questo potere, gestì questo animale come una sua cosa personale, facendolo vedere ad amici e curiosi secondo le sue regole. Ad un tratto, per una dieta sbagliata, l’animale morì, lasciando nello sconforto il militare. Si dice che in questa circostanza sia nato il detto “Caporà, l’elefante è mmuorto!”, per indicare che è finita la pacchia. Ecco, questa è Napoli. Questa è la sua storia. Bellezza e goliardia anche nelle cose tetre. Resilienza e fantasia.

Questa che vi abbiamo appena descritto, non a caso, è una collezione regale. Adatta ad un popolo grande e competente. Esattamente come quello partenopeo.

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